L’impatto della Centrale dei Rischi nell’analisi del merito creditizio

E’ fondamentale per imprenditori e professionisti dotarsi di uno strumento di monitoraggio della Centrale dei Rischi per garantirsi il mantenimento di una buona reputazione di merito creditizio che agevoli l’accesso al credito.

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Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una significativa contrazione del credito concesso alle imprese da parte del sistema bancario e finanziario. Sebbene il processo sembri rallentare, la persistente fragilità dell’attuale contesto economico non permette di prevedere segnali di miglioramento a breve termine.

In questo scenario, le banche adottano criteri di valutazione più restrittivi, eliminando gran parte degli elementi di flessibilità nella concessione del credito. Oggi, i numeri – quelli di bilancio e, naturalmente, i dati della Centrale dei Rischi di Banca d’Italia – sono diventati elementi fondamentali per le decisioni di credito.

Spesso, tuttavia, imprenditori e professionisti sottovalutano l’impatto che l’analisi della Centrale dei Rischi può avere nel processo di valutazione del merito creditizio. È importante sottolineare che le banche utilizzano questi dati non solo per valutare la concessione di nuovo credito, ma anche come strumento di monitoraggio continuo dell’operatività della clientela, al fine di intervenire prontamente in caso di segnali di rischio, tutelando così il proprio credito.

Un monitoraggio costante della Centrale dei Rischi è quindi essenziale. Le aziende hanno la possibilità di chiedere gratuitamente a Banca d’Italia i propri dati di Centrale Rischi, utilizzando SPID o CIE, al seguente link https://arteweb.bancaditalia.it/arteweb-fe-web/cr ed attivare un abbonamento per ricevere mensilmente l’aggiornamento dei dati.

Ma cosa bisogna osservare nel dettaglio?

La Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, attiva dagli anni ‘60, raccoglie informazioni sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario, offrendo un quadro completo dei comportamenti di indebitamento e gestione del credito. La banca dati viene alimentata mensilmente da ogni intermediario, che comunica le posizioni di rischio di ciascun cliente, con soglie di segnalazione specifiche per importi e tipologie di credito.

La classificazione dei dati si articola in cinque macro categorie: Crediti per Cassa, Crediti di Firma, Garanzie Ricevute, Derivati Finanziari e Sezione Informativa. All’interno di queste, si trovano dettagli come i crediti scaduti, le garanzie rilasciate, e le coobbligazioni, elementi fondamentali per un’analisi approfondita.

L’analisi dei dati si concentra generalmente sugli ultimi 12 mesi, per individuare segnali di potenziale rischio di credito. Tra questi, segnali particolarmente gravi sono la presenza di sofferenze, sconfinamenti continuativi oltre i 90 o 180 giorni, e segnali di insolvenza che ostacolano la concessione del credito.

È importante anche valutare la percentuale di insoluti: valori sotto il 5% indicano una buona qualità del credito, mentre percentuali più alte possono influire negativamente sulle decisioni di finanziamento. Inoltre, bisogna prestare attenzione a segnali come l’utilizzo elevato delle linee di credito autoliquidanti e a revoca, o a operazioni di anticipo su fatture, che possono indicare tensioni finanziarie o sfiducia nel sistema.

Per le imprese, quindi, che vogliono garantirsi il mantenimento di una buona reputazione di merito creditizio che agevoli l’accesso al credito, è importante dotarsi di uno strumento di monitoraggio della Centrale dei Rischi.

Tra quelli disponibili sul mercato, in Confidi Systema! è possibile accedere ad un servizio di Analisi e Monitoraggio della Centrale Rischi su piattaforma Acrisweb e con il supporto del Consulente imprese per un approccio proattivo alla lettura dei dati.

Maggiori informazioni sul sito di Confidi Systema: https://www.confidisystema.com/analisi-e-monitoraggio-della-centrale-rischi/

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